Fuggiti 29 Malati di Ebola

Un blitz alla clinica, i pazienti in fuga. A Monrovia, la capitale della Liberia, è il caos: un commando di uomini armati ha attaccato la struttura dove erano ricoverate – in regime di isolamento – ventinove persone contagiate dal virus dell’ebola, l’epidemia che sta mettendo in ginocchio l’Africa. A quanto si apprende, spiegano fonti locali, l’attacco è avvenuto nella notte tra ieri e oggi. Forse si è trattato di un saccheggio. Gli assalitori «hanno sfondato le porte e hanno saccheggiato i locali. Tutti i malati sono fuggiti»,riferisce Rebecca Wesseh, testimone dell’attacco. A confermare il suo racconto, anche le parole di abitanti della zona e il segretario generale dei lavoratori della sanità in Liberia, Georges Wil. L’sos delle ong Il contagio fa sempre più paura. «Non abbiamo mai visto una cosa del genere prima. Bisogna studiare una nuova strategia perché l’epidemia di Ebola ormai non riguarda più solo villaggi di campagna ma anche città come Monrovia, che ha più di un milione e 300mila abitanti», dice il direttore di Medici senza frontiere, la dottoressa Joanne Liu. «Il virus si propaga molto più rapidamente del previsto – aggiunge l’esperta -. E dobbiamo ammettere di aver veramente sottovalutato questa nuova epidemia di febbre emorragica». Le cifre parlano chiaro (migliaia di contagiati e 1.145 morti) ma non rendono un’idea della situazione reale. Il virus Il virus Ebola è comparso per la prima volta nel 1976 ma la febbre emorragica che sta devastando l’Africa Occidentale da cinque mesi non ha precedenti per virulenza e rischio di propagazione. Proprio perché ad essere colpite sono città molto popolose, dove mancano servizi igienici e sanitari di base. Finora le vittime sono 380 in Guinea, 413 in Liberia, 348 in Sierra Leone e 4 in Nigeria. «Ma questi numeri – ha tenuto a sottolineare Joanne Liu – sono solo la punta di un iceberg» di cui non si conoscono le dimensioni. Il contagio Il contagio avviene per contatto diretto con sangue, sperma, saliva, sudore, vomito e feci. E anche i tessuti di persone e animali malati, vivi o morti che siano, contribuiscono a diffondere il virus. Casi sporadici si sono registrati o si sono temuti in persone arrivate in altri continenti dopo essere stati in questi Paesi. L’allarme ora ha raggiunto anche le Olimpiadi della Gioventù in programma in Cina, a Nanchino. Ad alcuni atleti (nuotatori e lottatori) il Cio (Comitato olimpico internazionale) ha deciso di vietare la partecipazione, gli altri verranno sottoposti a controlli medici molto frequenti per tutta la durata dei Giochi.

 

fonte: La Stampa