ESPONE LA BANDIERA DEL VENETO, ARRESTATO

C’E’ UN LIMITE ALLA DECENZA, CON L’ARRESTO DELLA BICI-TANKO E’ STATO SUPERATO

 

Non si può arrestare la voglia di mostrare la bandiera veneta al mondo. Le forze dell’ordine non recepiscano ordini immorali contro il proprio popolo

Oggi a Cerea (Verona) un signore è stato arrestato perché girava in bicicletta con la bandiera veneta. Sembra una notizia assurda, eppure è proprio così.
Mentre viene alla luce solo una piccola parte di politici corrotti (e tutti noi sappiamo bene che anche quelli che oggi si dipingono giustizialisti sono ben inseriti nel giro di controllo degli appalti, con relative mazzette), un tranquillo signore di Cerea che desidera solo mostrare al mondo la sua gioia di essere veneto viene portato in galera.
Non conosciamo di preciso le accuse, magari la bici non era omologata come mezzo idoneo al mostrare una bandiera veneta, sicuramente esisterà una circolare prefettizia, oppure un dispositivo di legge che norma le dimensioni, o la tipologia delle bandiere che si attaccano a una bici, anche perché magari non assomigli troppo a un tanko, trasformandosi in una sorta di bici-tanko. Magari il reato era un altro e alcuni solerti funzionari hanno scelto la mano pesante proprio in odio al millenario vessillo che rappresenta la Repubblica Veneta.

In questa grottesca e avvilente situazione ci chiediamo: ma perché continuare a pagare le tasse a uno stato italiano vigliacco e che ora reprime anche una sana e legittima volontà popolare di espressione?
Non è reprimendo chi mostra con orgoglio la bandiera veneta che si rafforza un’altra bandiera grondante sangue di uno stato che non ha mai concluso una guerra dalla parte dove l’aveva iniziata e che si è specializzato nel tradire i propri alleati.
Non è offendendo chi legittimamente vuole dare una dimostrazione della propria identità che si rafforza il sistema marcio, fallimentare e profondamente immorale dello stato italiano, che riesce con il proprio cattivo nome anche a far fallire imprese che sarebbero naturalmente destinate alla vittoria, come la candidatura di Cortina per i mondiali di sci 2019, battuta dalla svedese Are per un solo voto proprio a causa della bandiera che porta che nel mondo è ormai sinonimo di corruzione, inefficienza, malaffare e fallimento.

Tutto ciò è vergognoso e fa il pari con le cattive maniere con le quali domenica scorsa dei ragazzi di Santa Lucia di Piave sono stati portati in malo modo in caserma a Conegliano, sempre perché mostravano con gioia la propria bandiera veneta.

Questo è un messaggio alle forze dell’ordine. Strappate gli ordini di consegna che vi arrivano da prefetti e ministero dell’interno, che vi chiedono di reprimere la voglia di mostrare al mondo il nostro gonfalone.

Resistete a chi vi paga uno stipendio da miseria, ben sapendo che dopo la fattiva indipendenza il vostro coraggio di oggi si tradurrà in rispetto, valorizzazione e anche, scusate se è poco, mediamente con 500 euro netti in più al mese in busta paga per ciascuno di voi.

Cari esponenti veneti delle forze dell’ordine, rispettate oggi i vostri fratelli veneti e la loro voglia di libertà, anche ignorando ordini di servizio assolutamente immorali e disumani e i vostri fratelli veneti domani ve ne saranno riconoscenti. Non siate corresponsabili di chi oggi detiene un potere basato sul furto dei nostri soldi e delle nostre speranze. Siate al fianco del vostro popolo, non contro di esso. Se serve anche disubbidendo.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu