CESANO, SFIORATA LA STRAGE, MAROCCHINO MINACCIAVA PASSANTI, INVOCANDO ALLAH

Cesano Maderno (Monza), 11 marzo 2014 - Hakim El Kaoutari, il marocchino di 28 anni arrestato a Cesano domenica mattina per resistenza, minaccia grave e danneggiamento, poteva forse compiere una strage come quella messa in atto lo scorso anno da Kabobo a Milano. E se quest’ultimo, per il quale proprio ieri il pm di Milano Isidoro Palma ha chiesto 20 anni di carcere e 6 in clinica psichiatrica, avrebbe ripetuto «odio i bianchi», tra le frasi sconnesse ascoltate dai testimoni del «folle» fermato in Brianza ci sarabbe la continua invocazione ad Allah. Come se volesse compiere un gesto dettato dall’alto. È solo grazie alla pronta segnalazione di un cittadino e all’immediato intervento dei carabinieri, arrivati con tre pattuglie, che lo sconsiderato non è riuscito a far male a nessuno. Colpito alla caviglia dal colpo di pistola esploso da un militare, è stato sottoposto a una complessa operazione chirurgica per la ricomposizione della frattura: ben 12 le ore in cui è rimasto sotto i ferri dei medici del San Gerardo di Monza.

E anche durante le procedure ospedaliere, l’uomo si è sempre mostrato molto agitato: dopo l’operazione sarà sottoposto a ulteriori accertamenti per capire se potesse essere – durante l’azione di domenica mattina – sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, come poteva sembrare, o alcoliche (El Kaoutari è incensurato, ha solo a suo carico una denuncia per guida in stato di ebbrezza). Saranno gli esami a dare conferma o meno. Di certo, emergono ulteriori particolari, assolutamente inquietanti: nei giorni precedenti era già stato visto da qualche cittadino correre in mezzo alla strada, confuso, all’apparenza senza meta e senza un perché. Destando dubbi e interrogativi, ma non la paura suscitata domenica: prima di essere segnalato e dell’intervento dei carabinieri, infatti, era stato visto con il grosso coltello urlare e imprecare, poi fermarsi e affilare violentemente la lama sull’asfalto, quasi a caricarsi e rendersi ancora più minaccioso e pericoloso. Per fortuna, alle otto di mattina di domenica non ha incontrato molte persone lungo la sua strada, altrimenti avrebbe potuto aggredirle come poi ha fatto con i carabinieri e l’auto dell’Arma, colpita da varie coltellate nello «scontro» avuto nel piazzale della stazione.