In arrivo inverni europei rigidissimi?

articolo tratto da freddofili.it

Si tratta di uno studio, per la verità non nuovo nella sua argomentazione, che mette in relazione lo scioglimento dei ghiacci artici con i cambiamenti climatici in ambito europeo.

L’università di Toronto, in Canada, ha approfondito la ricerca, studiando i cambiamenti della circolazione del Nord Atlantico, a causa del ritiro della banchisa artica sui mari attorno alla Groenlandia ed all’Islanda.

Allo studio hanno partecipato anche colleghi universitari di Stati Uniti, Norvegia e Gran Bretagna, ed i risultati non sono stati molto incoraggianti.

Lo studio è stato effettuato sulla base dei dati e delle mappe della circolazione atmosferica invernale tra il 1958 ed il 2014, e sulla base di quelli che potrebbero essere i cambiamenti della circolazione marina in seguito al Global Warming: il mare attorno alla Groenlandia ed all’Islanda è infatti un luogo unico al mondo, dove si verifica il cambio della circolazione tra la Corrente del Golfo, che libera calore ed umidità alle alte latitudini, ed una corrente fredda profonda che scorre in senso inverso dirigendosi verso sud.

Negli ultimi anni si è notato, a causa del recente riscaldamento climatico ed il ritiro della calotta glaciale polare, un cambiamento significativo della portata del calore rilasciato a queste latitudini.

Si è stimato un calo del 20% della quantità di calore rilasciato dalla Corrente del Golfo nei mari circostanti l’Islanda, e la stima è che tale diminuzione continuerà nei prossimi anni, determinando una importante alterazione nella circolazione marina nord atlantica e della Corrente del Golfo, e, di conseguenza, un possibile importante raffreddamento dell’Europa Occidentale.

Il raffreddamento sarebbe più importante nella stagione invernale, in quanto è la stagione di cui l’Europa Occidentale presenta i maggiori benefici del mitigamento climatico dovuto alla Corrente del Golfo.

Lo studio è presente a www.sciencedaily.com, pagina di Giugno.